Un brivido firmato anni ’90: TWIN PEAKS
Il corpo di una ragazza nuda e priva di vita, freddamente avvolta in un telo di plastica sulla battigia di un fiume nello stato di Washington: questa è l’immagine con cui si apre “Twin Peaks”, fiore all’occhiello dei registi e sceneggiatori David Lynch e Mark Frost, che nella primavera del 2010 ha compiuto vent’anni.
Era infatti l’8 aprile del 1990 quando la ABC trasmetteva negli Usa la prima puntata di quel serial televisivo che avrebbe coinvolto e sconvolto milioni di telespettatori in tutto il mondo, imponendosi come punto di riferimento imprescindibile per le successive produzioni di genere thriller-fantasy-drammatico (di cui oggi è “Lost”, forse, l’erede più diretto e meritevole) e dando il via al filone del “soprannaturale” con il trasferimento, anche sul piccolo schermo, di quella cura stilistica che sino ad allora era stata tipica solo del cinema.
Dopo i primi fotogrammi d’apertura, sulla scena del delitto, in quella mattina del 24 febbraio in cui il celebre e infausto nome di Laura Palmer (Sheryl Lee) viene pronunciato per la prima volta a identificarne il cadavere, mentre sui vicini binari viene trovata un’altra ragazza in stato confusionale, non tardano a fare il loro ingresso due dei principali personaggi della serie: si tratta dello sceriffo Harry S. Truman, di cui Michael Ontkean ha egregiamente vestito i panni, e dell’agente FBI Dale Cooper, nella celebre interpretazione di Kyle MacLachlan. E fra spiriti maligni, storpi, giganti e nani deformi, come dimenticarsi delle figure di Bobby Briggs (Dana Ashbrook) e Donna Hayward (Lara Flynn Boyle), il fidanzato e la migliore amica della defunta liceale diciassettenne, o del facoltoso affarista Benjamin Horne (Richard Beymer) insieme alla spudorata figlia Audrey (Sherilyn Fenn).
Grazie al genio creativo e coadiuvato dei due esecutori della serie, oniriche menti immaginifiche capaci di sviluppare stili visivi e narrativi mai sperimentati prima, Twin Peaks e il seguito dei suoi segreti hanno centrato l’obiettivo di suscitare sensazioni stranianti e in forte contrasto cui il pubblico dei primissimi anni ’90 non ha potuto mostrarsi indifferente: “Chi ha ucciso Laura Palmer?” si è infatti impressa nelle menti dei telespettatori come una domanda-tormentone, un quesito capace di generare a suona volta nuovi punti interrogativi, duplicando l’impatto emotivo del racconto e divenendo un vero e proprio fenomeno culturale di massa.
Con una prima serie di otto episodi ed una seconda di ventidue puntate da quarantacinque minuti ciascuna, Twin Peaks è così riuscito a guadagnarsi i consensi di ventidue milioni di fedeli spettatori, oltre a ben tre Golden Globe nel 1991 (anno del suo debutto italiano) con una media del 33% di share negli States che gli è valsa il traguardo di telefilm più visto di tutti gli anni ’90. E mentre si fanno sempre più rumorosi i bisbigli su un possibile ritorno di Kyle MacLachlan in uno spin-off ispirato alla fiction, Twin Peaks festeggia oggi le sue venti candeline spente con la pubblicazione del più classico cofanetto celebrativo unitamente al lancio di due nuovi episodi, trasmessi a fine maggio 2010 sul canale Steel del digitale terrestre.








